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Nel 2006, i lavori per la posa
del nuovo impianto di riscaldamento a pavimento portarono
alla luce, inaspettatamente, una cripta, posta proprio a
metà dell'abside centrale, in corrispondenza del vecchio
altare settecentesco.
La cripta presenta una
struttura molto semplice, in linea con quelle delle prime
cripte di epoca romanica.
Al centro il sacello, nel
quale sono ancora visibili i cardini dei battenti destinati
a chiuderlo; all'interno del sacello le scanalature per far
scorrere le tavole sopra cui, con molta probabilità, erano
conservate le reliquie. Il deambulacro, a forma
semicircolare, presenta due piccole monofore, tagliate
durante i lavori del 1934, quando, spostando l'altare
Maggiore, la volta venne spianata e la cripta riempita di
laterizi e terra, murandone anche i due ingressi laterali ed
i relativi accessi.
La presenza delle due monofore
testimonia il progressivo innalzamento del livello del suolo
nel corso dei secoli e ci conferma quello che ulteriori
scavi hanno già dimostrato: la chiesa dei SS. Nazaro e Celso
venne più volte ricostruita, ma, ogni volta, esattamente
sopra al punto in cui sorgeva la precedente.
Ad oggi la ricerca non può ancora dirsi
conclusa, così come restano ancora da dimostrare le varie
ipotesi formulate: il lavoro prosegue, con tutte le
difficoltà del caso, anche in relazione alla scarsità di
documenti consultabili. |