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La “chiesina”, così come la
chiamano gli arosiani,fu voluta da don Sirtori, il quale
affidò la progettazione proprio a quell’ingegner Casati che,
qualche anno più tardi, con don Carlo Baj avrebbe costruito
la nuova chiesa di Arosio. L’edificio sarebbe dovuto servire
come luogo per l’istruzione catechistica dei giovani nei
giorni festivi.
La struttura esterna è,
chiaramente, un falso antico, ad imitazione dello stile
romanico. La luce, internamente, è propagata da tre grandi
finestroni. Venne chiamata ad affrescarla un insigne
pittore dell’epoca: Osvaldo Bignami, che ci ha regalato i
pregevoli affreschi dell’altare: San Giuseppe col bambino,
Sant’Agnese e, al centro, un angelo che porta in trionfo la
Croce. Sulla destra San Carlo che porge la Comunione a San
Luigi Gonzaga, affresco, questo, purtroppo seriamente
compromesso da infiltrazioni di umidità.
In fondo alla chiesa, sulla
sinistra, un altro affresco del Bignami: il soggetto
rappresenta San Filippo Neri che chiama a raccolta i
ragazzi. In realtà modello per quel San Filippo fu un prete
arosiano, donParravicini, con i ragazzi di Arosio, tra i
quali si distingue anche il figlio dell’ingegner Casati:
quel Gianni Casati caduto durante la Prima Guerra Mondiale e
al quale sono dedicate le nostre scuole elementari. |